Francesca Padovese

Episodio 7 - Intervista a Danilo Bellomo: gestire un team produttivo e felice in hotel

Intervista Danilo Bellomo

La gestione del team è una delle sfide più grandi per gli imprenditori e per tutti coloro che gestiscono un gruppo di persone, come ad esempio i direttori d’hotel. Creare un ambiente di lavoro sereno e produttivo non è solo una questione di leadership, ma un fattore chiave per il successo di un’intera azienda.

In questo articolo parliamo di leadership e gestione del team con Danilo Bellomo, autore del libro Lavorare in hotel ed essere felici, direttore d’albergo con oltre 30 anni di esperienza nel settore turistico e coach del benessere aziendale. Sei pronto a prendere spunto dall’esperienza di Danilo? Leggi l’articolo per scoprire subito tutti i suoi consigli!

Dal turismo alla direzione d’hotel: il percorso di Danilo Bellomo

Francesca: Danilo, ci racconti la tua storia e il tuo percorso professionale? Come sei passato dal mondo del turismo alla direzione d’hotel?

Danilo Bellomo: Ho iniziato nel settore turistico nel 1991 come animatore nei villaggi vacanze. Ho vissuto un’esperienza incredibile nelle Baleari, dove ho scoperto l’importanza del clima aziendale e della coesione tra colleghi.

Dopo anni di lavoro nei villaggi, ho fondato una società di servizi per il turismo in Sicilia. Successivamente, sono stato selezionato da Alpitour per un programma di formazione per direttori d’hotel, che mi ha portato a lavorare come vice direttore in Tunisia e poi a dirigere il mio primo hotel a Zanzibar.

Da quel momento, ho ricoperto ruoli di direzione in strutture di alto livello, come lo Straf Hotel & Bar di Milano, e ho iniziato a occuparmi di formazione per il settore alberghiero.

Francesca Padovese editor book strategist gosthwriter

Francesca Padovese

Ghostwriter, Copywriter

La mia missione è aiutare imprenditori e liberi professionisti nel processo di creazione e scrittura del loro libro, trasformandolo in uno strumento potente per il posizionamento che li porti a diventare un’autorità nel loro settore. Con quasi sette anni di esperienza, ho contribuito attivamente alla realizzazione di oltre 110 libri e progetti di posizionamento, lavorando con una varietà di professionisti, tra cui coach, dentisti, imprenditori, titolari d’azienda, estetiste, medici e molti altri.

Il clima aziendale: la chiave per un hotel di successo

Francesca: Uno dei temi centrali del tuo libro è il clima aziendale. Perché è così importante nella gestione di un hotel?

Danilo Bellomo: Il clima aziendale è tutto. Al TTG di Rimini, la fiera più importante del turismo in Italia, è emerso che la prima richiesta dei giovani che entrano nel settore è un ambiente di lavoro sereno e motivante.

Un hotel è un ambiente frenetico, con molte dinamiche interpersonali e contatti continui con i clienti. Senza un buon clima lavorativo, si generano tensioni, stress e turnover elevato.

Quando i dipendenti stanno bene, lavorano meglio, garantendo un servizio di qualità e generando quello che io chiamo un “revenue perpetuo”: una crescita costante del valore dell’hotel nel tempo.

Da vice direttore a direttore d’hotel: le prime sfide

Francesca: Quando hai assunto il tuo primo incarico da direttore, quali sono state le principali difficoltà?

Danilo Bellomo: Il passaggio da vice direttore a direttore è stato una sfida enorme. Da vice direttore ero molto operativo, mentre come direttore dovevo prendere decisioni strategiche, studiare bilanci e gestire un team in modo efficace.

La mia prima sfida è stata sentirmi un direttore prima ancora di esserlo. Ho imparato che per avere successo bisogna immedesimarsi nel ruolo e agire di conseguenza, acquisendo le competenze necessarie strada facendo. All’inizio mi chiedevo spesso: “Sono all’altezza di questo ruolo?” “E se prendessi la decisione sbagliata?”

Ho imparato che la chiave del successo sta nell’agire come il professionista che vuoi diventare, anche prima di sentirti tale. Se vuoi essere un buon direttore, devi comportarti da direttore: prendere decisioni con sicurezza, assumerti responsabilità e continuare a imparare ogni giorno.

Un altro grande scoglio è stato il dovermi confrontare con aspetti che prima gestivo solo marginalmente, come il controllo dei costi, la pianificazione strategica e la gestione del personale a lungo termine. Da vice direttore puoi permetterti di concentrarti sul presente, mentre da direttore devi sempre avere uno sguardo rivolto al futuro.

Turnover e fedeltà del personale secondo Danilo Bellomo

Francesca: Oggi una delle maggiori preoccupazioni degli imprenditori è il turnover del personale. Come si può ridurlo?

Danilo Bellomo: Il turnover è un problema serio, perché perdere un dipendente significa costi di formazione, assunzione e difficoltà operative.

Quando ho diretto il Nu Hotel di Milano, ho notato che il turnover era quasi nullo. Nessuno lasciava l’azienda e nessuno chiedeva aumenti di stipendio. Questo perché avevamo creato un ambiente di lavoro positivo, basato su ascolto, empatia e riconoscimento del valore di ogni dipendente.

Uno dei miei ex collaboratori si licenziò solo perché aveva vinto una grossa cifra a Las Vegas giocando a poker! Se non fosse stato per questo, sarebbe rimasto con noi ancora a lungo.

La chiave per ridurre il turnover è far sentire ogni dipendente parte di una famiglia professionale. Un altro segnale che il nostro ambiente funzionava bene era che, nonostante le numerose offerte di lavoro nel settore, nessuno dei nostri dipendenti cercava altrove. Milano, in quegli anni, era in pieno sviluppo turistico e alberghiero. Bastava che un altro hotel offrisse 100 euro in più al mese per attirare nuovi talenti. Ma il nostro staff restava.

Perché? Perché uno stipendio leggermente più alto non può competere con un ambiente di lavoro sereno, motivante e gratificante. Quando il personale è felice, lavora meglio, si ammala meno, è più produttivo e contribuisce al successo dell’hotel.

Formare il personale: un investimento, non un rischio

Francesca: Molti imprenditori temono di investire nella formazione perché pensano che i dipendenti, una volta formati, possano andarsene. Molti si chiedono: “Cosa faccio se li formo e poi se ne vanno?” È un ragionamento limitante. Formare il personale è un investimento, non un rischio. La vera domanda da porsi è: “Cosa succede se NON li formi e restano?” Cosa ne pensi di questo concetto?

Danilo Bellomo: Un’azienda di successo deve formare e valorizzare i dipendenti, creando un ambiente in cui vogliano restare. Se qualcuno se ne va dopo aver ricevuto formazione, significa che non era il posto giusto per lui. Ho recentemente seguito un’azienda che, anziché licenziare una dipendente con difficoltà nella gestione del team, ha deciso di investire su di lei con coaching personalizzato. Ora è un punto di riferimento per il suo staff. 

Francesca: E secondo te, oltre alla formazione tecnica, quali sono gli aspetti su cui un’azienda dovrebbe investire per migliorare il benessere del team?

Danilo Bellomo: Oltre alla formazione tecnica, è fondamentale investire nello sviluppo delle soft skills, come la comunicazione efficace, la gestione dello stress e l’intelligenza emotiva. Molti imprenditori pensano che per migliorare le performance basti insegnare ai dipendenti nuove procedure o tecniche di vendita. Ma la verità è che un ambiente di lavoro sano e motivante si costruisce soprattutto su relazioni di fiducia, ascolto e collaborazione. Un imprenditore deve chiedersi: “Il mio staff lavora con piacere o con stress?” Se la risposta è la seconda, il problema non è nei dipendenti, ma nell’ambiente che è stato creato.

Ecco perché formare il personale e creare un clima aziendale positivo non è solo una scelta etica, ma una strategia vincente per il successo a lungo termine.

Soft skills e leadership: il segreto per gestire un team

Francesca: Quali sono le competenze fondamentali per gestire un team in hotel?

Danilo Bellomo: La gestione del personale non è solo una questione di tecnica, ma soprattutto di soft skills. Alcuni elementi chiave sono:

  • Ascolto attivo: È fondamentale capire i bisogni dei collaboratori. Ascoltare attivamente significa entrare realmente in contatto con loro, percepire le necessità, anche non dette, e rispondere in modo adeguato alle loro esigenze. Quando dirigevo il Nu Hotel a Milano, ascoltavo i miei collaboratori e cercavo di andare incontro ai loro bisogni, come organizzare ferie e turni in modo equilibrato, rispettando le diverse esigenze personali e familiari.
  • Empatia: Bisogna imparare a mettersi nei panni degli altri senza però farsi travolgere dai loro problemi. Empatizzare significa comprendere lo stato d’animo dei collaboratori e supportarli, mantenendo sempre una posizione equilibrata che permetta di aiutare senza subire il peso emotivo delle situazioni difficili. 
  • Comunicazione efficace: La comunicazione non è solo parlare bene, ma soprattutto saper fare le domande giuste e osservare il linguaggio non verbale. A volte i collaboratori dicono che va tutto bene, ma il loro corpo comunica il contrario. Osservare attentamente questi segnali aiuta a prevenire problemi e risolverli prima che diventino gravi. 
  • Intelligenza emotiva: Gestire lo stress e le emozioni proprie e altrui è fondamentale. Un direttore deve saper mantenere la calma anche nelle situazioni più difficili, fungendo da “cuscinetto” tra le esigenze della proprietà e le necessità del personale. L’intelligenza emotiva consente di creare un ambiente di lavoro sereno e produttivo, aumentando anche il benessere psicofisico di tutti.

In definitiva, un buon direttore d’hotel è come un maestro d’orchestra: il suo compito è creare armonia tra i vari reparti e farli lavorare in sintonia per garantire la massima qualità del servizio e un ambiente positivo per tutti.

Il libro di Danilo Bellomo: "Lavorare in hotel ed essere felici"

Francesca: Il tuo libro Lavorare in hotel ed essere felici sta riscuotendo molto successo. Cosa lo rende diverso dagli altri libri sulla gestione del personale?

Danilo Bellomo: Questo libro non è solo un manuale tecnico, ma un vero e proprio percorso di crescita personale e professionale che nasce dalla mia esperienza diretta di oltre trent’anni nel settore alberghiero. Ho voluto condividere non solo i successi, ma anche le difficoltà e i momenti più complessi, perché credo fermamente che il successo si costruisca passo dopo passo, superando ostacoli con passione e determinazione.

Ciò che rende unico il mio libro è soprattutto l’approccio pratico e interattivo. All’interno ho incluso:

  • Domande di riflessione personale: Aiutano il lettore a esplorare la propria situazione, a prendere consapevolezza delle proprie competenze e a identificare aree di miglioramento.
  • Spazi per prendere appunti: Il lettore può annotare riflessioni personali e idee, trasformando il libro in uno strumento pratico per la crescita professionale quotidiana.
  • Strumenti e tecniche immediatamente applicabili: Volevo che chiunque leggesse il libro potesse portare subito nel proprio ambiente di lavoro delle strategie concrete per migliorare la gestione del personale e creare un clima aziendale positivo.

Inoltre, utilizzando il libro proprio come un biglietto da visita sono riuscito ad incuriosire molte persone nei confronti dei miei programmi di formazione e coaching. Molti si sono avvicinati per farmi i complimenti e ho ottenuto degli incarichi dalle strutture alberghiere proprio grazie al fatto che ho scritto un libro! 

Un consiglio da Danilo Bellomo

Francesca: Danilo, per concludere, puoi darci un ultimo consiglio pratico per tutti coloro che gestiscono un team in hotel o in azienda?

Danilo Bellomo: Certamente! Il consiglio che voglio dare è questo: non sottovalutate mai il valore delle persone. Investite su di loro non solo con formazione tecnica, ma anche e soprattutto sviluppando le loro capacità personali ed emotive. Create momenti di condivisione al di fuori dell’ambiente lavorativo: prendetevi il tempo di ascoltare i vostri collaboratori, anche per un semplice caffè. È proprio in questi momenti che nascono le relazioni autentiche, quelle che poi rafforzano la fiducia, la collaborazione e la produttività. Ricordate che gestire un team non significa solo essere manager, ma essere un po’ psicologi, coach e soprattutto dei grandi ascoltatori. Se imparate a leggere il linguaggio non verbale, a capire le emozioni dietro le parole e a motivare realmente le persone, avrete creato qualcosa di molto più forte di un team: avrete creato una famiglia professionale in grado di superare ogni sfida e di raggiungere risultati straordinari.

Contatti

DANILO BELLOMO

Servizi: Coaching e formazione del benessere aziendale nel settore hospitality, corsi di PNL

Contatti: info@danilobellomo.it oppure Linkedin 

Libro: Amazon

Grazie per aver seguito questa intervista. Vuoi approfondire ulteriormente e scoprire i trucchi per scrivere un libro di successo? Visita il mio sito e scarica l’estratto gratuito su https://francescapadovese.it/libro/.

Buon ascolto e a presto!

Video: Se desideri vedere l’intervista integrale di Danilo guarda il video qui sotto

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